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Milano e il wi-fi. Ovvero storia di un matrimonio che non s’ ha da fare. In quella che è considerata la capitale economica del Paese, tutta proiettata verso l’Europa nonchè sede del prossimo Expo, la possibilità di connettersi gratuitamente alla Rete nei posti pubblici resta un terno al lotto. L’unica speranza è trovare qualche benefattore che abbia lasciato aperta la propria connessione, incrociando le dita perché il segnale non scompaia all’improvviso.

 

Eppure in questi anni è stato un fioccare di promesse. Ormai quasi quattro anni fa, l’assessorato all’Innovazione del Comune annunciò che entro il 2009 la città sarebbe stata dotata di 4.000 hotspot gratuiti dove collegarsi senza fili con un portatile (o simile) e navigare in Rete. Una manna per gli utenti nomadi di Internet o per chi non ha l’Adsl a casa. Se altre città, da Roma a Venezia, si sono efficacemente mosse in questo senso, a Milano tutto si è chiuso con un niente di fatto.

 

A quell’annuncio non è seguito nulla se non una serie di assaggi e di sperimentazioni, come quella che per qualche mese ha permesso ai frequentatori del Parco Sempione di navigare gratis.

 

A pochi mesi dalle elezioni comunali, che si terranno la prossima primavera, il tema del Wi-Fi torna prepotentemente al centro del dibattito politico.

 

La giunta Moratti sembra intenzionata a ributtarsi  nell’impresa , sempre con un test. I tempi non sono ancora per niente certi, ma si sa che la wi-fi zone sarà compresa tra il Castello Sforzesco e Piazza San Babila e includerà piazza Duomo, la Galleria, piazza Scala e corso Vittorio Emanuele. Insomma, il cuore di Milano. I vincoli, però, non mancano: la banda non permetterà più di 2500 connessioni in contemporanea e non si potrà navigare per più di un’ora.

 

Dall’altra parte della barricata politica,   Change Milano, laboratorio programmatico del PD, coordinato dal consigliere comunale Davide Corritore, ha adottato il progetto dei Green Geek, che nel quartiere Ortica hanno creato un network di una trentina di antenne, installate da privati e associazioni disposti a condividere un po’ della loro banda per permettere a tutti di connettersi gratuitamente all’aperto, nel rispetto del decreto Pisanu.

 

Basta sedersi su una panchina con il proprio pc per trovare la connessione, attivabile tramite una telefonata – anche questa gratuita – dal cellulare, con la sim che diventa un surrogato della carta d’identità richiesta dalla legge. ” Lo spirito è quello dello sharing, della condivisione“, spiega il green geek Mauro Lattuada, tra i promotori della wi-fi zone di periferia.

Mauro Lattuada
Mauro Lattuada
Responsabile della parte progettazioni e impianti progetto e supervisioni impianti di domotica e sistemi IT da più di 15 anni. Testo e metto in campo nuove soluzioni per semplificare il controllo, il video controllo e la sorveglianza degli ambienti