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Wifi free a Milano: cos’ha fatto di bello ATM stavolta?

Il wifi di Milano si è acceso oggi (nella foto le antenne di Piazza Piola, quelle da 1.900 € ad hot spot). E, ovviamente, noi per curiosità siamo corsi a fare le nostre dovute prove e  a vedere come ha lavorato questa amministrazione. Per prima cosa il sito, lanciato da un tweet del Sindaco, il sito di Open Wifi, che permette di accedere ad alcune informazioni. Sito semplice, poche pagine, nessuna struttura, alcune google map. Scelta ardita, fornisce meno informazioni di quelle che il Comune ha fornito in merito al progetto. Per dare dei riferimenti noi Green Geek avevamo lavorato al progetto elettorale del wifi, lo potete trovare qui, ma il Comune ha poi deciso di lavorare in totale autonomia per mettere insieme la prima parte delle Rete, quella che era prevista nei primi 100 giorni.

Entriamo nel vivo, analizziamo il progetto.

Iniziamo dalla prima pagina, dove ci raccontano che abbiamo a disposizione 300 mb. di banda per navigare. Mi domando quanti di voi misurino costantemente quanto scaricano? 😉
Ci aiuta il counter, se ci colleghiamo, che tiene tempo di connessione e mb scaricati sempre ben visualizzato. Curiosa questa ardita scelta (mai vista prima) di mix di velocità e tempo, ma non possiamo sapere perchè sia stata fatta, nessuno ce l’ha voluto dire. Soprattutto la velocità, trascorsi i 60 minuti, a quanto “viene rallentata”? La risposta ha dell’incredibile, dopo un’ora si va a 192 Kb/s, la velocità standard del GPRS o dell?EDGE, tecnologie dei mobile del 2005…

Ora, a parte la volatilità del dato (che capiranno in 4 sui vari utilizzatori previsti), c’è da dire che è un servizio senza limiti di tempo (scelta molto azzardata, a mio avviso), e con un limite giornaliero massimo di banda per navigare a piena velocità (300 mb/persona), e di tempo (60 min.) per continuare a navigare veloce. Leggetelo e rileggetelo, non è facile da capire, anche perchè non dice “quanto veloce vado“. Abbiamo provato, e nella versione “speed” si va a ben 6 mb/s di download, e di 4 Mb in Upload, peccato che dopo un’ora si passi a 192 Kb/s.

La prima cosa che ci duole riscontrare è che non ci sono dati tecnici, non si parla di quanti Hot Spot, non si capisce dove siano (in mezzo alla strada? al chiuso?). Abbiamo notato che l’hot spot di Valvassori Peroni 56, nonostante sia in una via strapiena di strutture sportive, altro non è che lo spot presente da mesi nella biblioteca. Se consideriamo, dalle mappe notiamo 50 hot spot pubblici in centro, dei 17 di zona 3 (che arriva fino a Cascina Gobba, e che ne ha già 2 non suoi ma che sono del vecchio giro di hot spot, la biblioteca e i Vigili Urbani) ce ne facciamo ben poco.

Rattrista, visto che il nostro motto per la sua campagna elettorale era che il wifi dovesse partire dalle periferie, ma ne prendiamo atto, dietro a scelte così complesse ci saranno logiche che noi non possiamo comprendere. Notiamo che non è un male solo di zona 3, ma non sembra si superino i 25 Hot spot per zona, per quelle periferiche. L’attivazione attuale è di 250 hot spot, tolti i 50 in centro ne rimangono 22 per zona, pochini a nostro avviso.
Altro dato allarmante lo troviamo nelle FAQ, dove si parla di necessità di una SIM Italiana. Ora, con tutta la buona volontà, immaginare che gli stranieri non possano iscriversi in tempo di Expo no, mi lascia basito. Le rete dei Green Geek, autofinanziata ed autogestita, offre da più di un anno la possibilità di connettersi per gli stranieri, si tratta di banalissimi meccanismi burocratici da mettere in atto, e se non ci riesce il Comune di Milano….

Nella mappa si usano colori differenti ma nessuno ha capito o può sapere il perchè, mancano i dati sia tecnici che economici di tutto ciò, e a dire il vero sembra un sito fatto da un bravo ragazzo che sa fare pagine bianche in Html. Un po’ pochino per un Comune, ed embrionale per essere un progetto che viene lanciato da una istituzione. La mancanza sulla architettura di filtri anti pornografia ci sembra un gravissimo errore imperdonabile, ma nonostante mi sia più volte confrontato sul tema con il Comune questa rimane una scelta non cambiata. Esporre in questo modo ad attacchi e critiche non è furbo, attendiamo che Comunione e Liberazione se ne accorga e vedremo cosa succede.

Dopo aver consultato le mappafatte da ATM (dove mi si dice ci siano ingegneri che noi non possiamo sognarci), notiamo che non sono gestite da un DB ma da una mappa Google. Nell’epoca in cui il mondo manda i Geo RSS dei dati la nostra mappa è fatta su un prodotto free, non esportabile, non personalizzabile, offerto in maniera free da Google. Noi, tre anni fa, abbiamo fatto la medesima mappa, ma (senza ingegneri) abbiamo cercato di farla un po’ meglio.
A questo punto, un po’ delusi e un po’ incattiviti, siamo usciti in strada a testare questa architettura (pare) da un milione di Euro. Iniziamo dal “portale”..
Si presenta una pagina di accesso, che senza necessità di registrazione ci dovrebbe dare accesso (dice) ai servizi del Comune. In realtà ci fa entrare, senza alcuna autenticazione (in piena violazione di svariate norme in materia) su una serie di siti “istituzionali” del Comune o ad esso connessi. Nel caso, ad esempio, di Ansa se si clicca le news, ti porta ad una versione nuda del sito, riclicchi la news ti riporta in home page. A cosa serva qualcuno deve spiegarmelo, ma ci limitiamo a notarlo. Curioso anche il fatto che tra i pochi link ci sia un bello speciale su Area C, attualmente interrotta ;-).

Test su strada: Un drappello di Green Geek, armati di iPhone, Mc Book Pro, Android Galaxy S e Android tablet è andato a testare alcuni spot, ovviamente quelli delle periferie. La zona 3 è il nostro campo di battaglia, partiamo da qui:

Leonardo Da Vinci: 2 trasmettitori a vista, copertura per buona parte del parco e (finalmente) un’area discreta. I blocchi stradali dei lavori in corso non ci hanno permesso di provare tutto il perimetro, ma la copertura sembra essere buona.

Pza Piola: un trasmettitore che non copre la piazza, dal fiorista (dalla parte opposta della fermata del metrò) i telefoni nn hanno più copertura, qualche portatile ancora ce la fa.

Via Ponzio: lungo un marciapiede, davanti alla sala mortuaria, si può navigare. Piazza con panchine e verde, ed area cani. Ovviamente la copertura non arriva al fondo della piazza, ma ne copre solo 3/4, sarebbe stato troppo ardito coprire l’intero settore con un hot spot da 1.900 €.

Via Valvassori Peroni: (due punti hot spot, la foto si riferisce alla via in oggetto): si tratta di punti già esistenti, non outdoor e non parte di questo progetto, quale la biblioteca e i Vigili Urbani, niente di nuovo, e niente a che vedere con questo progetto, quest spot non dovrebbero essere listati in questa mappa.

Ultima pecca grossa: gli stranieri devono andare all’ATM per poter navigare, proviamo a vedere cosa succede. Iniziamo chiamando telefonicamente ATM, che dopo una ventina di minuti ci risponde di recarci in un qualsiasi ufficio di ATM, scegliendo tra quelli di Duomo, Centrale, Cadorna, Loreto, Garibaldi Romolo, dalle 7.45 – 19.15. Ci rechiamo immediatamente a quello di Loreto, fingendo di avere una fidanzata straniera appena venuta in Italia. Arrivati all’ATM point a chiedere come registrarla ci hanno detto che non sanno nemmeno cosa sia il wifi, di provare a rivolgerci in Duomo. Devo anche rilevare che ambienti poco ospitali e sporchi come questo ne ho visti pochi, mi spiace per tutti quelli che devono avvalersene giornalmente, è veramente brutto ed inospitale.

Fortunatamente, prima di andare in Duomo, ho provato a chiedere al call center (richiamando): mi ha risposto di andare in centro, tanto il loro wifi va solo da San Babila a Cairoli, che me ne faccio a Loreto? Simpatico finale del test di un progetto in cui, tempo fa, avevamo creduto molto.

Non entro nei tecnicismi in questo articolo, il fatto che ogni clic esegua dalle 9 alle 12 chiamate server per essere eseguita fa sospettare una farragginosità notevole nel sistema di gestione, l’accessibilità a contenuti web non Intranet è una scelta ardita ma fuori dalla sfera del legalmente concesso, e le problematiche che ipotizzavo inizialmente sono perlopiù diventate certezze. Mi duole riscontrare, al fondo del rettilineo, che la gara per la smart city non mi sembra partita col piede giusto.

Mauro Lattuada
Mauro Lattuada
Responsabile della parte progettazioni e impianti progetto e supervisioni impianti di domotica e sistemi IT da più di 15 anni. Testo e metto in campo nuove soluzioni per semplificare il controllo, il video controllo e la sorveglianza degli ambienti