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inCamino: informazioni generali
10 Agosto 2016
Perché il camino inCamino a bietanolo non fa fumo
10 Agosto 2016

La storia del bioetanolo

Il bellissimo camino inCamino al porto Carlo Riva di Rapallo


IL BIOETANOLO E LA SUA STORIA



I nostri nonni utilizzavano infatti l'alcool per riscaldare l'ambiente nelle seconde case, durante la prima crisi del petrolio venne varie volte proposto (anche in Italia) come combustibile alternativo alla benzina ed al petrolio.

Bruciare l’alcool etilico (bioetanolo) per riscaldare l’ambiente non è affatto una pratica nuova.

Oggi, l’etanolo ripropone la sua candidatura in sostituzione di altre fonti, favorito anche dalla attenzione politica mondiale a ridurre le emissioni di CO2 (anidride carbonica). Una delle sue caratteristiche è di essere un prodotto a CO2 a somma zero, quindi estremamente poco inquinante.

inCamino ®, primo e unico prodotto italiano, è l’unico bio camino che scalda in 1h. 60 mq.

inFiamma ® (usato nei camini inCamino) ha un potere calorifico indicativamente di circa 7 KW/ora e assicura il massimo rendimento della combustione; non inquina, non rilascia sostanze nocive per l’ambiente e per l’uomo, è incolore, non rilascia odori sgradevoli.

inFiamma ® è ottenuto tramite un processo di Fermentazione Naturale, di prodotti agricoli non alimentari (quali la canna da zucchero e la barbabietola), per rimanere in linea con le politiche ambientali di Jeffrey Sachs.

La libertà di scaldare il proprio spazio con i bellissimi bio camini 

inCamino ® unita alla semplicità di ordinare on-line il combustibile rendono 

inCamino ® unico dal piccolo loft alla grande villa!
Mediamente il camino inCamino viene tenuto acceso per 2/3 ore massimo, in ambienti entro i 40/60 metri quadri. Questo tempo è sufficiente a scaldare ambienti molto freddi e renderli abitabili, scalda ambienti fino a 100 mq.

Perché il bioetanolo da canna da zucchero?

La canna da zucchero non è nel borsino alimentare e produrre alcool da questa pianta è diventato via via più facile e meno costoso. Grazie alla 2° generazione della produzione è possibile infatti estrarre alcool dal 70& della pianta (non più solo dalla parte zuccherina) abbassando così nel tempo il prezzo del combustibile e permettendo sempre di più lo sviluppo di queste tecnologie.

A capo dei progetti di sviluppo in Italia c’era un caro amico, Guido Ghisolfi, che con la sa M&G e con investimenti di centinaia di milioni (e con la politica contro) ha cercato di arrivare anche alla produzione di terza generazione, ovvero dalle alghe. Se i suoi studi proseguiranno (Guido ci ha lasciati tragicamente il 3 Marzo 2015) presto useremo bioetanolo prodotto dal mare senza inquinare. Noi che siamo stati da lui consigliati e aiutati nel nostro progetto non solo lo ricordiamo con affetto, ma speriamo e come lui vorremmo una politica energetica nazionale che ne consenta lo sviluppo industriale.

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