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La rivoluzione (digitale) parte dal wifi

Da qualche anno noi Green Geek siamo al lavoro, nel nostro temo libero, per spingere e diffondere il free wifi in Italia. Spesso la domanda che ci viene posta è: perchè? Perchè siamo convinti che per ridurre il digital divide, in Italia, sia necessario fare e non parlare. L’avventura è nata quasi per caso, davanti ad una dichiarazione dell’ex sindaco di Milano (Letizia moratti) che ammetteva l’impossibilità della Pubblica Amministrazione di dotare Milano di una Rete wifi. Questo fu uno stimolo per portare sul campo le analisi che stavamo facendo, vagando tra Roma e Venezia (ospiti di Michele Vianello) a testare realtà funzionanti. Abbiamo così deciso di farne uno dei temi che i Green Geek avrebbero affrontato, organizzando una festa ed inaugurando la prima antenna nelle periferie, all’Ortica (con vari risvolti sociali), per poi proseguire per Milano, e per l’Italia.
L’avventura è proseguita con Wired, che ci ha raccontati e ci ha aiutati a coordinare l’attivazione di 150 antenne gratis per 150 Comuni per i 150 anni della Repubblica, abbiamo liberato Pza Cadorna (che è subito stata rinominata Piazza Wired), Pza del Duomo a L’Aquila, e aiutato tanti sindaci a liberare tante piazze Italiane. Lo scopo è quello di diffondere il concetto (supportato recentemente anche dall’ONU) del diritto ad Internet, ovvero del dover dare la possibilità ad ogni cittadino di accedere alla rete e poterci operare, garantendo la presenza diffusa e capillare di hot Spot wifi free dovunque. Certo, ci dovrebbero pensare i provider, ma la loro lentezza e distanza dalla materia fa si che nel 2012 l’Italia sia uno dei paesi più indietro sul tema.

L’avventura non è semplice, la presenza nel settore di aziende poco serie o schierate dietro vecchi dogmi è altissima, ciò nonostante pian piano il concetto del wifi sta entrando nel quotidiano e sta diventando una necessità per i cittadini. Questo, in realtà, è solo il primo passo verso un processo più lungo e complicato, che vede il cittadino analogico trasformarsi (o scegliere di trasformarsi) in un cittadino digitale, che vuole comunicare ed interagire con la PA solo via Internet, che pretende di non ricevere più posta ma solo comunicazioni digitali, che vorrebbe non avere contante in tasca ma effettuare micropagamenti con lo stesso strumento che usa per telefonare. Per fare questo la connettività diffusa, la rete wifi e i sostituti dell’UMTS devono essere presenti, capillari e diffusi. I servizi basati sulla geo localizzazione, la possibilità di veder risolto un disservizio con un tweet (come fanno già Vodafone e Telecom, ad esempio), e l’adeguamento del meccanismo funzionale amministrativo a degli standard portano con se anche tanti altri benefici. Open data, e la normativa che obbligherà a segnalare e diffondere in maniera trasparente le transazioni sotto i 1000 €, obbligheranno le nostre amministrazioni a trovare altri modi (tipo evitarle) di pagare le mazzette, renderanno facilmente visibili e controllabili fenomeni che dispongono di troppa economia, e permetteranno (come accade in America) ai cittadini di giudicare, valutare e certificare il lavoro dei propri amministratori.

A Milano questo tipo di fenomeno, con la lentezza data dalle metropoli, si può già osservare e derivare dal modo in cui alcuni giovani consiglieri (da destra a sinistra) utilizzano i social media per diffondere e documentare quanto fanno per la città. Un domani ci immaginiamo che l’iterazione con queste figure istituzionali avvenga esclusivamente via social, mettendo in piazza (come si faceva un tempo) quanto accade, senza schermi e senza stanze chiuse e in maniera trasparente. Il futuro che ci immaginiamo è con il wifi sui mezzi pubblici (come già succede a Roma), così al posto di usare l’auto preferiremo quella soluzione, eviteremo di dover fare ore di file allo sportello per consegnare documenti che potremmo mandare via mail, potremo salire su un autobus o sulla metro pagando col cellulare….
Ci vorranno anni,  ma si a Milano che a Bologna e a Napoli abbiamo aiutato gli attuali sindaci a proporre nel loro programma elettorale il wifi, e mentre aspettiamo che mettano in atto le soluzioni che gli abbiamo proposto settimanalmente spieghiamo a sindaci, amministratori locali e tecnici come rendere wifi e low cost le loro città. Nel frattempo analizziamo e studiamo cosa sviluppare su queste architetture, aspettando di veder realizzati i nostri sogni.

Mauro Lattuada
Mauro Lattuada
Responsabile della parte progettazioni e impianti progetto e supervisioni impianti di domotica e sistemi IT da più di 15 anni. Testo e metto in campo nuove soluzioni per semplificare il controllo, il video controllo e la sorveglianza degli ambienti