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Quando è arrivato ero titubante: tutti ne parlano, nessuno dice esattamente cosa fa. Bello è indubbiamente bello. Google mi ha chiesto, insieme a tanti altri, di fare due cose: testarlo, stressando, e provarlo, lasciando un fiume di consigli al suo sistema di feedback.

Così mi sono lanciata in questa avventura scoprendo che per configurarlo bastano davvero pochi secondi, basta essere connessi alla propria wifi, rilevarlo e dirgli di connettersi anche lui nello stesso modo. Non ha bisogno d’altro, un caricatore da cellulare e la connessione wireless: da questo momento sa chi sei, come ti chiami, dove abiti, che preferenze hai, qual’è il tuo calendario e conosce alcune delle tue abitudini.

Funzionalità

Le funzionalità sono le medesime che si trovano nella nuova versione dell’assistente da smartphone. Per me la possibilità di pilotare la navigazione del mio smartphone a voce è una soluzione geniale, molto più sicura e che non distrae chi è alla guida, al contrario del GPS touch screen che troppo spesso viene settato in movimento. Questo è il futuro dei comandi vocali e del riconoscimento vocale, temuto da molti sarà sempre di più la modalità con cui potremo interagire con la nostra auto e la nostra casa, e questo uno strumento con le carte in regola per aprire le porte sul futuro. Dopo la prima fase “sperimentale” con le classiche domande da copione suggerite dalla stessa app mi sono fatta prendere un pò la mano e ho cercato di capire quanto in la si può spingere questa tecnologia da 59 €.
Ho così scoperto che può riconoscere me e Mauro, è bastato che anche a lui lo aggiungesse alle sue app, quindi è avvenuta l’identificazione della voce e ora quando è lui a chiedere a Google Home di trovargli il suo cellulare suona il suo numero e se lo chiedo io suona il mio. Sembra una cosa banale, ma non lo è per nulla: ogni familiare può così interagire con il proprio calendario e con il proprio account Gmail.

Inserire a voce gli appuntamenti senza aprire Calendar è per me entusiasmante; altrettanto lo è poter avere informazioni sulla propria giornata nei momenti di stanchezza per ricordarsi quando sarà la prossima skype o chiedergli che tempo farà in Austria nel weekend per sapere cose mettere nella valigia mentre la sto preparando senza interrompere e accendere il pc.

Perché l’altro fattore interessante è che è uno strumento totalmente stand alone, a differenza di molti altri device: posso connetterlo al hotspot wifi del mio cellulare e portarmelo dietro in viaggio, senza bisogno di nulla e potendo essere sempre connessa al mio mondo google.

Studiato per la domotica ha tra le funzionalità che più mi sono piaciute la possibilità di interagire con le proprie playlist musicali a voce: google metti Ramazzotti e la musica parte, come in quella casa del futuro che abbiamo sempre visto nei film. E nello stesso modo si interfaccia con Chromecast potendo così sia vedere Netflix che Youtube a comando vocale senza nemmeno passare per il telecomando.

Tante le preferenze che si possono settare: dalla propria testata di news preferita per farsi leggere da google home le ultime notizie alla propria lista della spesa. In attesa del rilascio anche in Italia della possibilità di chiamare via hangout direttamente dall’assistente google.

Integrazione di terze parti

Il vero pezzo forte che fa, a mio avviso, di questo device lo strumento presto immancabile in ogni casa è la sua possibilità di interagire con software terzi. La versione avanzata infatti supporta un’enorme quantità di app terze, come ad esempio Mydlink che è lo standard del sistema di sicurezza e videosorveglianza di casa mia: posso così interagire con i sensori e l’allarme grazie a lui. Nello stesso modo grandi produttori di elettrodomestici e apparati stanno muovendosi verso questo mondo che permetterà presto di fare (senza costi enormi di rifacimento degli impianti) azioni come far partire la lavastoviglie quando l’elettricità costa meno semplicemente dicendo a Google di programmare l’avvio.

Sia che si tratti di sensori di fumo, corrente o un flusso video non fa alcune differenza: l’integrazione di una cassa con microfono in grado di interagire, crescere e migliorarsi è la porta d’accesso verso un nuovo modo di interagire con i propri strumenti di lavoro. Come questo articolo, dettato in dettatura vocale su un foglio google, è solo da leggere e pubblicare.

Tra le funzioni che uso più spesso il timer e la possibilità di inserire dei promemoria a determinato orario, spesso tra una telefonata e l’altra prendevo appunti, così invece è molto più semplice e veloce svolgere azioni del genere. Anche la ricerca dei luoghi vicini è una funzionalità carina, se devo cercare un negozio in cui fare una stampa è utile sia su mobile che dal Google Home.

Dalla musica ai quiz

Oltre ad uno strumento per la casa e il lavoro è anche un divertente gioco di gruppo: ok Google, quiz! e lui si mette gli abiti da presentatore e dopo un rullo di tamburi ed aver scelto quanti concorrenti sono in gioco parte un divertente gioco di domande vero o falso che rende ancora più divertente interagire con lui. Questa una delle tantissime funzionalità che giorno per giorno scopro, questa per caso, e mi ha divertito un sacco!

Ma volevo di più da questo strumento, così mi sono messa a cercare e ho scoperto che posso fare cose ancora più belle, come postare sul mio Facebook, Linkedin o Twitter semplicemente dicendo a lui di farlo. Ve lo racconto nel prossimo articolo portandoci alla scoperta di un sistema di integrazione, che parla con Google Home, in grado di accendere le luci di casa quando aprite la porta!

Una prova live:

Mauro Lattuada
Mauro Lattuada
Responsabile della parte progettazioni e impianti progetto e supervisioni impianti di domotica e sistemi IT da più di 15 anni. Testo e metto in campo nuove soluzioni per semplificare il controllo, il video controllo e la sorveglianza degli ambienti