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Blogo: Per chi naviga in Internet senza fili, all’aperto o in luoghi pubblici, Milano è una città inospitale.

La rete wi-fi comunale, più volte annunciata, non è mai partita. E sono meno di 300 i bar e i ristoranti che aprono la loro connessione agli internauti di passaggio. Va peggio che a Venezia, Roma o Napoli, dove il servizio wi-fi (gratis o a pagamento) è già realtà. Il Pd presenta un piano che, con una spesa di 5 milioni di euro, porterebbe in città 5mila antenne in grado di coprire il territorio in modo capillare, sfruttando come punti di accesso le fermate dei mezzi pubblici, gli uffici comunali e le scuole. Il progetto è stato fatto grazie a un anno e mezzo di ricerche dell’associazione di appassionati di informatica Green-Geek, che hanno passato allo scandaglio l’offerta di reti wireless cittadine, constatando che di fatto non esistono. A presentare il programma è Change Milano, il “laboratorio” del Pd per le elezioni comunali del 2011 coordinato dal consigliere comunale Davide Corritore. “È grave che Milano non abbia un accesso wi-fi pubblico – dice Corritore – mentre tutte le città del mondo investono su reti Internet”. Il primo passo dovrebbe essere l’apertura al pubblico delle reti informatiche degli oltre 1.000 palazzi di proprietà del Comune, grazie ad antenne in vendita a 150 euro in grado di irradiare il segnale in un raggio di 150 metri, anche all’esterno degli edifici. “Chi fa la coda all’anagrafe – dice Mauro Lattuada, presidente di Green Geek – nell’attesa potrà connettersi a Internet gratis, con il cellulare o con il pc portatile. Ma le applicazioni possibili della rete aperta sono infinite”. La seconda fonte di segnale potrebbero essere le 2.500 fermate Atm con pensiline elettroniche, già in rete fra loro. Almeno 1.500 punti di accesso si conta di attivarli presso pubblici esercizi, musei e stazioni ferroviarie, stringendo convenzioni con i privati e gli altri enti. Grazie alla rete wi-fi, il Comune potrebbe attivare nuovi servizi al cittadino: la possibilità di fotografare e segnalare in tempo reale le buche stradali e il degrado urbano, di pagare online i ticket della sosta, di conoscere i servizi (dalle mostre ai mezzi pubblici) della zona in cui ci si trova. “La legge prevede che l’utente connesso si faccia riconoscere dal sistema informatico – dice Lattuada – nei nostri test impieghaimo un metodo di attivazione rapido, con il telefono cellulare”. I primi due quartieri dove Green Geek aprirà una rete wi-fi pubblica sono l’Ortica e la Barona, dal prossimo ottobre. L’obiettivo è avvicinare sempre più cittadini a Internet. L’ultima indagine di Swg mostra una città divisa: il 40 per cento dei milanesi non usa mai il web, mentre due terzi di coloro che utilizzano la rete si connettono più volte al giorno.

Il Comune non c’entra, tanto che il “piano wireless” non decolla e mai decollerà nell’immediato futuro. Per l’intanto in un quartiere della periferia est di Milano internet senza fili sarà una realtà grazie ad un gruppo di romantici idealisti, l’associazione GreenGeek. All’Ortica chiunque potrà, dal 1 ottobre, connettersi all’aperto gratis con il proprio pc e smartphone grazie a un network di 30 antenne wi-fi di privati. Ma già oggi qualcuno seduto sulle panchine dei giardinetti di via Amadeo (o piazza Ortica) sta navigando gratuitamente. Viene chiesto all’utente di fare da una telefonata “di attivazione” con il cellulare e da quel momento si naviga gratis per un’ora. Ne parliamo con Mauro Lattuada, attivista di GreenGeek, che presenterà ufficialmente il progetto Gwi-fi durante la Festa dell’Ortica dal 1 al 3 ottobre.

Come è nata l’idea, vi siete ispirati a qualcuno?

No, abbiamo fatto il nostro mestiere: scegliere le tecnologie migliori analizzando quelle presenti sul mercato italiano ed estero. Provincia Wi-Fi di Roma ci è sembrato un ottimo punto di inizio, Venice Connect un naturale sviluppo futuro delle funzionalità. Dobbiamo ringraziare tanti tecnici italiani che si sono dovuti sorbire le nostre domande tecniche per settimane.

Pensate che la vostra idea possa essere seguita in altri quartieri?

Si, anzi, vogliamo che lo facciano Stiamo organizzando una festa, nella quale presenteremo il progetto, www.viaortica.org che vuole essere una provocazione (l’abbiamo fatto con l’aiuto solo dei cittadini volenterosi) e uno stimolo perché tutti i quartieri di Milano si auto organizzino per pretendere i servizi (come Internet) che dovrebbero entrare nella sfera dei diritti.

La vostra associazione quale scopo ha?

Green Geek ha lo scopo di informare e formare, agendo su chi non ha accesso all’informazione, con il wi-fi, e informando, per esempio, di finanza e mercato con Robin Hood (www.robinhho.it) che riaprirà i battenti a tutti a breve. Lo scopo è quello di condividere, come facciamo con la banda, il nostro skill con altri che ne hanno bisogno. Siamo tanti, sparsi per tutta Italia, ed è un taem che si sta velocemente ingrandendo “autonomamente”, con nuovi iscritti che leggono di noi e si uniscono alla banda. L’ispirazione di Robin è evidente, e pare funzionare.

Invece il progetto Change Milano in cosa consiste?

E’ una proposta alla Pubblica Amministrazione per una rapida, economica e facile implementazione del wireless su tutte le dorsali presenti sul territorio per dare in fretta, ed a basso costo, la connettività wi-fi al 70% dei cittadini. E’ anche la prima volta che un politico si ferma, ascolta la platea, riconosce tra tanti un progetto interessante e ne fa una causa personale. Ho conosciuto Davide Corritore alla Cordata (nostro partner tecnologico, insieme a Wired, nel progetto Gwifi) durante una bellissima festa multietnica. Davanti a un buon rosso gli parlavo di massimi sistemi, quando ha capito in cosa consisteva GWiFi mi ha chiesto di raccontarlo al suo team. E’ scoccata una scintilla che ha acceso il progetto.

Mauro Lattuada
Mauro Lattuada
Responsabile della parte progettazioni e impianti progetto e supervisioni impianti di domotica e sistemi IT da più di 15 anni. Testo e metto in campo nuove soluzioni per semplificare il controllo, il video controllo e la sorveglianza degli ambienti