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Quando il movimento diventa consapevole

L’educazione somatica, come il Metodo Feldenkrais, coinvolge corpo, pensiero, sensazioni ed emozioni all’unisono attraverso l’attenzione e l’osservazione nell’eseguire i movimenti, dai più piccoli o “automatici” come respirare, deglutire, muovere gli occhi, a quelli più dinamici, più estesi o complessi, come correre e saltare. La peculiarità è che il movimento non è mai eseguito fine a se stesso, ma come strumento di conoscenza ed esperienza, fino alla consapevolezza. Le lezioni di gruppo del Metodo Feldenkrais si chiamano infatti “Consapevolezza Attraverso il Movimento” e sono state pensate e strutturate dal fondatore, Moshe Feldenkrais, per permettere di esplorare ogni funzione di movimento, con uno sguardo “dal di dentro”, ossia delle percezioni interne, assieme alle sensazioni cinstesiche, che riguardano la relazione e l’interazione con l’ambiente (categorie spazio-temporali).
Noi tutti agiamo secondo schemi (abitudini) neuromotori di cui non siamo consapevoli. Conoscerli e riconoscerli significa poter ampliare il nostro repertorio di possibilità e scegliere schemi più efficaci ed economici, più potenti e salutari per rispondere ai nostri bisogni. Il movimento è quindi lo strumento – il linguaggio – per accedere al cervello e stimolare nuove connessioni sinaptiche, nuove strade neuronali. Solo così possiamo ricablare la programmazione dei nostri modelli di movimento, cosa possibile grazie alla neuroplasticità, intuita da Feldenkrais a metà del Novecento, convalidata oggi dalle neuroscienze. La neuroplasticità è la modificabilità continua del cervello in adattamento agli stimoli: nuovi stimoli significa nuove risposte. A tal fine i movimenti devono essere eseguiti secondo principi precisi, come spiego nell’audio e in questo articolo; ossia in un modo diverso da come si è abituati in esercizi, allenamenti o ginnastica tradizionale. Per avere i massimi benefici dal Metodo Feldenkrais è molto importante rispettare i principi descritti e spesso è il primo passo di questa autoeducazione, nelle sue modalità inusuali rispetto alle abitudini e alle convinzioni comuni.
Una raccomandazione importante: il Metodo Feldenkrais non è una terapia, è un’autoeducazione. Non lavorare MAI con disagi, tensioni, dolori, sforzi.

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